Le Ricette Facili di Roberto
Ecco una serie di ricette facili da preparare, che ho cucinato personalmente e che vi consiglio:
  
  

Di seguito un ottimo lavoro svolto da un mio grande amico, vista la crisi sul posto di lavoro e la necessità di ricollocarsi in altre aziende, ecco una grande idea che ci aiuta a superare o a non temere l’ostacolo del nuovo colloquio di lavoro.

Domande e risposte, non dovete studiarle a memoria (anche se male non vi può fare 😉 ma capire i principi che guidano le domande dell’intervistatore.Pronti? Ecco qui allora la prima parte

Le 10 domande che potrebbero farti ad un colloquio di lavoro ( e a cui non puoi permetterti di fallire )

1. Parlami di te
2. Dimmi i tuoi punti di forza
3. Dimmi i tuoi punti di debolezza
4. Perchè vuoi cambiare lavoro?
5. Perchè vuoi lavorare qui da noi?
6. Dove ti vedi tra 5, 10 anni?
7. Non sei troppo qualificato per questa posizione ?
8. Descrivi la tua azienda ideale.
9. Come gestire i silenzi
10. Perchè dovremmo scegliere Lei?

Leggile, capisci la logica e usa i suggerimenti come traccia: hanno funzionato per molti, funzioneranno anche per te.
Spesso basta fermarsi a riflettere sulle seguenti domande per capire cosa si vuole con più chiarezza. Di sicuro aiuta avere degli obiettivi ( ma ne parliamo un’altra volta). Ecco le domande:

1. Parlami di te

Domanda innocente, e quasi tutte le interviste iniziano cosi, e quasi tutti incominciano a delirare con la storia della loro vita, precedenti esperienze di lavoro o addirittura coi problemi personali ( !!)

Come rispondere:

Inizia dicendo cosa fai adesso e il perche sei qualificato per il ruolo. Lo scopo è fare in modo che le necessità dell’intervistatore siano esattamente in linea con la tua figura. In poche parole: dagli ciò che cerca. Segnatevi questa frase che è importantissima. Detto questo, come si fa a sapere i bisogni della persona?

  • Studiate prima dell’intervista cosa cerca l’azienda o addirittura la persona, esiste internet, linkedin, addirittura Facebook!
  • Imparare a Fare domande: “Ho un numero di risultati di cui avrei piacere parlare, ma vorrei che utilizzare il nostro tempo insieme per parlare di dei vostri bisogni. Per aiutarvi quali sono le priorità che avete per coprire questa posizione?” – Se ti chiede cosa sai, dimostra che sei preparato e parla del punto sopracitato. Quando ha finito, continuate a martellare”E oltre a questo?” “Quale può essere la dote che ritenete necessaria per questo rulo?” (per chi sa il metamodello della PNL, questo è il momento di sfoggiarlo in maniera dolce )
  • Saputi i bisogni, quali sono le abilità per soddisfrali, come fanno a valutare se sono soddisfatti etc etc… fate esempi della vostra esperienza lavorativa che risolvano quei bisogni, non c’è bisogno che siano la stessa cosa, basta che dimostrate le abilità.

Se non siete abiutati queste domande vi sembrano intrusive e stupide, ma fidatevi quando le avete fatte vostre, sono potentissime. Da sole vi faranno avere un vantaggio sopra tutti i vostri competori !
Come lettura (non proprio facile consiglio La struttura della Magia di Bandler & Grinder, possibilmente in inglese)

2-3. Dimmi i punti di forza e debolezza durante un colloquio.

Domanda che fanno spessissimo e che può davvero far cambiare il proprio valore: andrò nel dettaglio delle singole risposte più sotto. Ma vi voglio sottolineare quanto questa risposta sia importante, anche se non ve la fanno: sapere chi si è, cosa di sa fare e cosa no e di vitale importanza non solo nel lavoro ma anche nella vita ( imho)

2.Dimmi i tuoi punti di forza

Fa paio con la domanda 3 di seguito… Come la 1. è un altra domanda con trappola.. Senza essere umili (non è questo il momento), non dovete fare uscite da imbecilli arroganti ( a nessuno piace lavorare con imbecilli arroganti)

Come rispondere:

Considero assodato che siete riusciti a estrarre le necessità dell’intervistatore almeno un po, cosi come a casa dovreste avere fatto una lista con le vostre aree di forza ( questa dovreste averla indipendentemente dal colloquio di lavoro). Questa lista dovete saperla a memoria, sempre anche in un campo di battaglia, vi da forza interiore e può tornare utile molte volte.
E’ facile capire dove vi sto portando: se sapete cosa vuole l’azienda e sapete i vostri punti di forza, è tempo di far combaciare le caselle.

Tratti che piacciono in generale: Intelligenza, flessibilità, onestà, simpatia/empatia, l’essere allineato con la cultura aziendale, team player, piacevole, leader, motivazione, e un bel sorriso….

3. Dimmi i tuoi punti di debolezza

Non parlate con arroganza: dire “Nessuno” è una pessima risposta, quasi altrettanto pessima è fare la lista delle proprie debolezze. Ecco 3 risposte che vi suggerisco, adattatele alle circostanze

Come rispondere:

  • Simulare un punto di forza come una debolezza, tipo:”A volte pretendo troppo dalla gente, sono abituato a lavorare a certi standard e non tutti sono allo stesso livello” .. facile da dire, ma è un “classico”, che tutti gli intervistatori con un po di esperienza sanno, fortunatamente spesso il colloquio ve lo fa uno inesperto :-)
  • Assicurare l’intervistatore che per quello che sai che l’azienda ha bisogno ( vedi punto 1) non ci sono problemi a performare: “nessuno è perfetto ma in base a quello che mi ha detto so di essere la persona giusta: so quando fare X, quando Y, tutto nel mio passato mi ha portato a essere skillato su Z, quindi onestamente credo che niente possa essere causa di problemi” <- un po arrogante, attenzione quindi al rapporto creato
  • Confondili: invece di confessare una debolezza di quello che ti piace di meno:”Se devo scegliere dire cbe vorrei spendere il piu tempo possibile a fare X (= vendere, insegnare,..) invece che Y (= compliare fogli excel, documenti..). Ovviamente negli anni ho imparato l’importanza di Y, e lo faccio con tutti i crismi, ma amo molto X.”

4. Perchè vuoi cambiare lavoro?

MAI parlare male dell’ex capo , aziende, clienti etc etc. MAI essere negativi. Di sicuro non tirate fuori questioni personali ( i miei colleghi sono str…, non vado d’accordo con ..). Anche questa è una cosa da preparsi prima ( non solo per saper rispondere alla domanda ma per auto-analisi): i motivi che possono andare “bene”? più denaro, più opportunità, responsabilità e possibilità di crescita

Come  rispondere:

Se hai un lavoro: Non temere di dire che non sei sicuro al 100% di voler lasciare la tua posizione, se è il tuo caso. Ovviamente anche qui è bandita l’arroganza: dite la verità e dite che vorreste un posto ( dovreste sapere che posto offrono però :-). Avendo un lavoro partite già da una posizione di forza.

Se NON hai un lavoro: Non mentite se vi hanno licenziato. Siate sinceri, anche perchè questo tipo di bugia ha le gambe molto corte. Ragioni come fusioni, chiusure di divisioni sono ragioni OK. Aggungete il tocco del professionista: descrivete il vs licenziamento dal punto di vista dell’azienda, senza rancore e con oggettività, e dite che probabilmente avreste fatto lo stesso. Se lo fate con congruenza (mio consiglio personale è di non portare rancore verso nessuno, tantomeno un’azienda), il vostro valore salirà alle stelle.

Se siete alla ricerca del primo posto di lavoro: pensate a esperienze Extracurriculari che possono essere correlate. Questa domanda comunque non viene fatta a chi è alla prima esperienza, ma gli viene preferita le due domande che seguono:

5. Perchè vuoi lavorare qui da noi?

Dimostra se avete almeno preso la briga di controllare sul sito internet chi sono e cosa fanno. Se non avete quest’abitudine prendetela. Poca fatica, max resa. Oltre al sito potete davvero stupire snocciolando dati, pubblicità articoli numeri. Andate dal macro (visione aziendale e vostra) e zoomate in particolari, mi ricordo che avevate fatto X e da allora…

6. Dove ti vedi tra 5, 10 anni?

Domanda da tenere in equilibrio tra l essere ultra pianificato ( tra 6 mesi voglio aumento tra 2 anni voglio essere quadro, poi in 7 dirigente..) e l’essere alla deriva. La prima vi farà sembrare presuntuoso ( oltre al fatto di non avere il controllo totale su quelle variabili), la seconda dimostrerà che il posto è soltanto un pausa che si prende mentre si cerca altro. Non esiste una risposta “migliore”, molto dipende dal vostro scopo di vita. Io personalmente non ho mai dato una risposta come quella sotto, ma per molte altre persone ha funzionato benissimo

Risposta:

Assicurate l’intervistatore che volete prendere un impegno di lungo periodo, che la posizione è quello che cercate ed è quello che sapete fare bene. Dite che siete confidenti che performerete bene in ogni compito e che le possibilità lavorative arriveranno di conseguenza. es: “Sono di sicuro interessato a prendermi l’impegno di una posizione a lungo termine, a giudicare da quello che mi ha detto, questa è esattamente quello che cerco e in cui ho le abilità. Sono confidente che se faccio il mio lavoro con diligenza si apriranno inevitabilmente molte opportunità. E’ sempre successo cosi durante la mia carriera, e sono sicuro che avro possibilità simili anche qui.

7. Non sei troppo qualificato per questa posizione ?

Ovviamente hanno paura che tu pensi all azienda come un ripego e dopo poco te ne vada in altri lidi. Il tuo scopo è rassicurarli che non sarà cosi e fare cambiare il punto di vista all’intervistatore

Risposte:

“Date le mie grandi abilità in X credo che avendo questa posizione potrò dare il mio contributo da subito, al contrario di uno che invece deve imparare tutto”

“Da come la vedo io ci sono dei vantaggi per entrambe le parti: Al momento cerco un lavoro e questa posizione e esattamente cio che amo fare e in cui sono bravo. faro un lavoro che mi piace, e questo è molto meglio di un “titolo”

“La cosa più importante è che adesso sto cercando un lavoro a ampio respiro nella mia carriera. Ho fatto abbastanza esperienza in diverse aziende e adesso voglio un punto fisso su cui investire le mie risorse. So anche che se performo nel mio lavoro come sono solito fare, molte opportunità si apriranno”

8. Descrivi la tua azienda ideale.

Domanda molto sottile, e la versione “intelligente” di quella sopra. Pericolosa se la fanno i selezionatori più scafati (se non siete preparati direte di essere troppo qualificati voi stessi), meno pericolosa se la fanno le agenzie interinali. State attenti comunque

9. Come gestire i silenzi

I silenzi sono terribili se non si sa cosa fare ( e non solo nei colloqui di lavoro, ma anche durante le interazioni sociali). Se poi arrivano dopo delle domande che vi fanno scoprire ( tipo quella sopra, oppure quella dove chiedono le vostre debolezze) sono devastanti. La maggior parte di noi corre a riempire questi silenzi: da altre informazioni, si ripete, incomincia a deglutire, sudorazioni, salivazione azzerata. E continua a parlare dicendo inevitabilmente sciocchezze.

La regola è di non lasciarsi intimidire. Se il vostro innergame è forte abbastanza avrete imparato a nuotare nei silenzi e godere di quegli istanti, se non siete abbastanza forti, ci sono soluzioni linguistiche. Fate silenzio un attimo… e imparate a domandare: “c’è altro che che volete che io aggiunga ? ” (senza sarcasmo :-)

10. Perchè dovremmo scegliere Lei?

Siamo al bivio, questa domanda fa spesso lo spartiacque tra chi ce la farà e chi no. Quindi preparatevela. BENE. ci rifacciamo alla prima domanda: ovvero sapere i bisogni e i desideri dell’intervistatore. Se si conoscono quelli siete a cavallo. L’intervistatore quando dovrà tirare le somme dei candidati dovrà fare mente locale alle vostre risposte e se voi riuscite a collegare a voi la soluzione di ogni problema è fatta.

Risposta tipo:

Da come ho capito, voi state cercando una persona che faccia X e abbia grossa esperienza in Y. Questo è esattamente ciò che ho sempre fatto

– Fine Prima parte –

La seconda e la terza parte sono pronte !

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